«Vi ringrazio di cuore, cari amici. Ringrazio il cardinale Vicario che si è fatto promotore di questo momento di incontro. Come sapete, avevo accolto molto volentieri il cortese invito che mi era stato rivolto ad intervenire giovedì scorso all’inaugurazione dell’anno accademico della Sapienza – Università di Roma.
Conosco bene questo Ateneo, lo stimo e sono affezionato agli studenti che lo frequentano: ogni anno in più occasioni molti di essi vengono ad incontrarmi in Vaticano, insieme ai colleghi delle altre Università. Purtroppo, com’è noto, il clima che si era creato ha reso inopportuna la mia presenza alla cerimonia. Ho soprasseduto mio malgrado, ma ho voluto comunque inviare il testo da me preparato per l’occasione. All’ambiente universitario, che per lunghi anni è stato il mio mondo, mi legano l’amore per la ricerca della verità, per il confronto, per il dialogo franco e rispettoso delle reciproche posizioni.
Come professore, per così dire, emerito, che ha incontrato tanti studenti nella sua vita vi incoraggio tutti, cari universitari, ad essere sempre rispettosi delle opinioni altrui e a ricercare, con spirito libero e responsabile, la verità e il bene».
Queste le parole di Papa Ratzinger dopo l’Angelus di domenica 20 gennaio.
C’è da dire che le posizioni assunte da alcuni professori e studenti dell’Università la Sapienza, sono state proprio in contrasto con il rispetto delle opinioni altrui.
Mi ha colpito un’intervista passata in questi giorni sulla TV. L’intervistato, un giornalista di cui non ricordo il nome, ha affermato che i professori che hanno impedito al Papa di intervenire all’inaugurazione dell’anno accademico, sono gli stessi sessantottini che allora manifestafano contro il sistema e contro il padre e oggi manifestano contro il Papa che incarna proprio la figura del padre.
Poi ci lamentiamo se l’Ocse dice che l’Italia è agli ultimi posti per quanto riguarda l’istruzione e gli studenti sono i più somari d’Europa. Certo, con questi professori, che cosa ci si può aspettare.
Al di là di ogni considerazione storico-culturale, l’università deve essere quello spazio dove non deve mai mancare il confronto e il dialogo, da qualunque parte venga.
Domenica, 27 Gennaio, 2008 at 12:34 pm
Questo rifiuto caro Giona ha echi lontani.
Forse i laici ancora ricordano i tempi in cui la chiesa non ammetteva dubbi su di essa (vedi Galileo Galilei). O quanti siano stati zittiti per secoli,purche’ si potesse dare una sola verita’,quella della chiesa.
E’ stato solo un episodio,nato grazie al passato governo folto di laici e antipapa, che spero non ritornino piu’ e si possa vivere tutti nella massima liberta’ di parola.