Non si dovrebbe celebrare la nascita di Cristo una volta all’anno, ma ogni giorno, perché Egli rivive in ognuno di noi.
Gesù è nato e vissuto invano se non abbiamo imparato da Lui a regolare la nostra vita sulla legge eterna dell’amore pieno.
Quando sento cantare “gloria a Dio e pace in terra agli uomini di buona volontà” mi chiedo oggi come sia reso gloria a Dio e dove ci sia pace sulla terra. Finché la pace sarà una fame insaziata, finché noi non saremo riusciti a rinascere come uomini illuminati dallo Spirito, a instaurare con le persone rapporti autentici di comunione da cui siano estranei i sorrisi forzati, l’invidia, la gelosia, la falsa cortesia, la diplomazia, finché non avremo come senso della vita la ricerca della verità su noi stessi, del giusto, del bello, finché non saremo capaci di spogliarci dell’inautentico, di ciò che abbiamo di troppo a spese di coloro che non hanno niente, finché continueremo a calpestare i nostri sogni più belli e più profondi, il Cristo non sarà mai nato.
Quando la pace autentica si sarà affermata, quando avremo sradicato la violenza dalla nostra civiltà, solo allora noi diremo che “Cristo è nato in mezzo a noi”. Allora non penseremo tanto ad un giorno che è un anniversario, ma ad un evento che può realizzarsi in tutta la nostra vita.
Se dunque si augura un “buon Natale” senza dare un senso profondo a questa frase, tale augurio resta una semplice formula vuota.
Mahatma Gandhi
Come concludere? E’ difficile augurare un Buon Natale dopo aver letto l’ultima frase del brano.
Siamo troppo abituati a scambiarci questo augurio come un semplice buonasera e non diamo peso a quello che diciamo. E’ quasi come rispondere con un “grazie” quando appena starnutito qualcuno ci dice “Salute!”
No, non è questo il senso del Buon Natale.
Trasformiamo il nostro dire “Buon Natale” in una speranza di Felice Nascita.
La nascita della Luce in ognuno di noi affinchè rischiari le nostre tenebre e ci mostri la via dell’Amore. Amore per Dio, Amore per noi stessi, Amore per gli altri.