Dicembre 2007


Non si dovrebbe celebrare la nascita di Cristo una volta all’anno, ma ogni giorno, perché Egli rivive in ognuno di noi.
Gesù è nato e vissuto invano se non abbiamo imparato da Lui a regolare la nostra vita sulla legge eterna dell’amore pieno.
Quando sento cantare “gloria a Dio e pace in terra agli uomini di buona volontà” mi chiedo oggi come sia reso gloria a Dio e dove ci sia pace sulla terra. Finché la pace sarà una fame insaziata, finché noi non saremo riusciti a rinascere come uomini illuminati dallo Spirito, a instaurare con le persone rapporti autentici di comunione da cui siano estranei i sorrisi forzati, l’invidia, la gelosia, la falsa cortesia, la diplomazia, finché non avremo come senso della vita la ricerca della verità su noi stessi, del giusto, del bello, finché non saremo capaci di spogliarci dell’inautentico, di ciò che abbiamo di troppo a spese di coloro che non hanno niente, finché continueremo a calpestare i nostri sogni più belli e più profondi, il Cristo non sarà mai nato.
Quando la pace autentica si sarà affermata, quando avremo sradicato la violenza dalla nostra civiltà, solo allora noi diremo che “Cristo è nato in mezzo a noi”. Allora non penseremo tanto ad un giorno che è un anniversario, ma ad un evento che può realizzarsi in tutta la nostra vita.
Se dunque si augura un “buon Natale” senza dare un senso profondo a questa frase, tale augurio resta una semplice formula vuota.
  Mahatma Gandhi

Come concludere? E’ difficile augurare un Buon Natale dopo aver letto l’ultima frase del brano.
Siamo troppo abituati a scambiarci questo augurio come un semplice buonasera e non diamo peso a quello che diciamo. E’ quasi come rispondere con un “grazie” quando appena starnutito qualcuno ci dice “Salute!”
No, non è questo il senso del Buon Natale.
Trasformiamo il nostro dire “Buon Natale” in una speranza di Felice Nascita.
La nascita della Luce in ognuno di noi affinchè rischiari le nostre tenebre e ci mostri la via dell’Amore. Amore per Dio, Amore per noi stessi, Amore per gli altri.

Buon Natale

Riporto una lettera di un papà al Giornale, preoccupato per quello che è successo al figlio di nove anni in una scuola elementare.

L’accaduto dovrebbe farci riflettere su quanto sia importante passare la fede ai nostri figli, compito che il più delle volte viene delegato ai catechisti parrocchiali o alla scuola.

Crescere i figli nella libertà, non significa lasciargli fare quello che vogliono o disimpegnarsi dal parlargli di Dio perchè “poi tanto ci penserà da grande”.
Essere liberi significa poter scegliere.

Se non gli passi la fede, tra cosa sceglierà? Sarà costretto a prendere per buona la prima cosa che gli viene detta.

Forza, allora, rimbocchiamoci le maniche e  questa sera leggiamo un bel passo della Bibbia ai nostri bambini. Magari possiamo iniziare proprio dal secondo capitolo del Vangelo di Luca, così da rimanere in tema natalizio.

Ciao

Caro Direttore,
sono un Vostro lettore «da sempre» ed invio la presente per segnalarvi quello che a mio avviso, è un fatto molto grave avvenuto in questi giorni nella scuola elementare Villani di Firenze, ove mio figlio Alessandro di anni 9 frequenta la classe IV C.
La maestra di disegno ha nei giorni scorsi invitato gli alunni a fare un disegno che rappresentasse il Natale e mio figlio si stava quindi accingendo a rappresentare la «Natività di Cristo» quando è intervenuta detta maestra «vietando» al bambino di disegnare «Gesù bambino».
Mio figlio è rimasto molto amareggiato da questa vicenda, anche perché non è riuscito a comprendere la ragione di tale assurdo divieto ed ha riferito il proprio turbamento a noi genitori.
Pensando l’incidente si fosse verificato per un equivoco, mia moglie si è quindi recata personalmente a parlare con la maestra di disegno ma questa, appresa la ragione del colloquio, si è «inalberata» affermando che sarebbe «una scemenza» (testuali parole) voler rappresentare la nascita di Gesù Cristo ed associarla al Natale (ma a cos’altro andrebbe associato il Natale? Al solstizio di inverno?), poiché in tal modo si rischierebbe di offendere il sentimento religioso di chi non è cristiano.
In ogni caso, a detta della maestra di disegno medesima, le insegnanti sarebbero obbligate ad impedire qualsivoglia rappresentazione religiosa, anche nei disegni e addirittura gli insegnanti di «Religione» non potrebbero parlare di Gesù Cristo agli alunni. Richiesta di indicare quale mai fosse la norma cui faceva riferimento, la maestra medesima ha girato le spalle e se ne è andata senza neppure salutare.
Il giorno dopo, anche l’insegnante di Italiano è intervenuta in classe sull’argomento, dicendo agli alunni che «le maestre sono stufe delle “scemenze” delle loro mamme».
Non ho parole per commentare l’accaduto. Non condivido che nelle nostre scuole il Natale non sia più rappresentato come quando ero bambino io (quarant’anni fa) con recite e canti dedicati alla nascita di Gesù, ma ritengo che costituisca un vero atto di violenza morale impedire ad un bambino di 9 anni di rappresentare in un disegno la Natività, specie in un disegno che la maestra stessa ha detto doveva essere dedicato al Natale e portato a casa dalle rispettive famiglie.
Walter Vecchi


Gentilissime visitatrici, Carissimi visitatori,

no, non avete sbagliato blog. Siete proprio sul blog di Giona1999.

Come potete notare ho sostituito l’aspetto del blog preferendo un layout più chiaro e che meglio si addica ai miei pochi articoli che penso di non scrivere nei prossimi anni.

Ah dimenticavo, se proprio avete tempo da perdere e non sapete cosa fare io vi consiglierei di alzarvi dalla sedia e farvi un giro per casa, così magari vi accorgerete che c’è anche vostro marito o vostra moglie o il vostro compagno o la vostra compagna o i vostri figli che non aspettano altro che ricevere un appassionato bacio o una tenera carezza o solo scambiare due parole con voi.

Se proprio siete soli e la vostra unica compagna è la sterile luce blu del vostro monitor, beh potete perdere un po’ di tempo e leggere gli altri, pochi, articoli che popolano questo blog.

Un’ultima cosa. Anche se ormai stiamo diventando figure mitologiche metà uomo e metà sedia, non dimenticate che abbiamo ancora la possibilità di uscire per fare un giro in centro.  Strada facendo, se vi capita,  fermatevi in una chiesa.

Lì di sicuro c’è Qualcuno che vi aspetta!

Alla prossima.

Leggendo qua e là ho notato che molti usano metodi e stategie alquanto fantasiose per aggiornare i propri blog.

Eccone un simpatico esempio:

- Fate un copia-incolla di un post dell’anno scorso, che tanto non se ne accorge nessuno.

- Aprite youtube e linkate il primo video a casaccio che trovate. Considerate che molti dei blog più popolari fanno sempre così.

- Analogamente, andate su qualche aggregatore di notizie e linkate il primo post in classifica. Poi magari aggregate anche il vostro stesso post che linka quello del sito stesso, col risultato che alla fine verranno più lettori da voi che dall’autore originale.

- Sempre da un aggregatore trovate qualche articolo che parli di politica/cronaca/attualità, copiatelo e spacciatelo per vostro. Tanto dicono tutti le stesse cose e nessuno se ne accorgerà mai.

- Digitate caratteri a casaccio, tipo così: ero rgfe qrè pwrfqàlòo qwfà liferlk. In fondo come aggiornamento è sempre meglio di niente, google lo prende per buono e a seconda del livello medio dei normali interventi i vostri lettori potrebbero non farci troppo caso. Aspettatevi però almeno un commento del tipo: rlwjkdw wòorijerf weòlrji wieruhw woehj!

- Scrivete una cavolata del tipo: oggi sono triste e non ho voglia di parlare. I vostri lettori vi scriveranno cento milioni di commenti, e alla fine vi stimeranno anche più di prima (potrebbe non volerci molto) perché siete una persona sensibile.

- Fate la solita lista sulla prima idiozia che vi viene in mente e scrivete cose senza riflettere e senza nemmeno rileggere. Dovrebbero essere i soliti 10 punti, ma tanto nessuno li va a contare per cui in mancanza di tempo e idee ne bastano anche solo 7-8.

- Usate dei post di riserva: in sintesi quando avete tempo e voglia scrivete dei post generici che non abbiano nulla a che vedere con quello che dite di solito (se no si capisce che li avete scritti prima) e quando siete incasinati li mettete online.

Qualcuno di voi ha sicuramente utilizzato una o più di queste escamotage e adesso sta arrossendo, nevvero?

Non preoccupatevi, questo è il caso di dire “chi è senza peccato scagli il primo Ctlr C…” Sono ben pochini coloro che possono dire di non averlo mai fatto!

L’articolo però non vuole colpevolizzare nessuno. Volevo solo chiarire che in queste pagine, pur sapendo di dover pagare il dazio di diventar noioso o scrivere cose che poco possano interessare, non si useranno le stesse strategie.

Forse mi sono allargato un po’ troppo… Diciamo che si cercherà di evitare, per quanto possibile, data la poca fantasia di chi scrive, di usare queste strategie da blogger navigati.

Insomma, qualcosa copierò, ma se proprio dovrò farlo ne sarà citata la fonte… forse.

Tutto qui.