Eh si, ci sono anch’io.
Strano che uno come me, considerato un orso da buona parte delle persone che conosco, abbia la faccia di creare un blog.
Cosa avrò da dire ancora non lo so. Così su due piedi, per quel poco che mi conosco, credo che questo sia il primo ed ultimo post…
Vedremo nel tempo quello che tirerò fuori da questo Yoghi di 90 Kg che continua a star seduto davanti ad un pc anzichè trovare qualcosa di meglio da fare.
Sarà la voglia di imparare cose nuove, il voler comunicare, il piacere di passare ad altri la propria esperienza o la smania che dilaga irrefrenabile di esserci a qualunque costo?
Boh, ormai sono qui e penso di restarci, colesterolo permettendo, ancora per molto.
Ciao
Lunedì, 3 Dicembre, 2007 at 8:35 pm
Eh si, ci sono anch’io.
Strano che un Elfo scriva ad un orso.
Di cose da dire ne avrei da far uscire un orso dal
letargo,per quel poco che mi conosco, credo che questo
sia il primo di una lunga serie di post…
Vedro’nel tempo quello che riusciro’ a tirar fuori da
fratello orso (sovrappeso),sperando di indurlo a scrivere e comunque darsi a una sana dieta.
Se hai voglia di comunicare,hai trovato pane per la tua penna,dicci,dicci pure e noi leniremo la tua smania di esserci a qualunque costo.
Per il colesterolo, spiacente, tienitelo stretto come io mi godo il mio.
Ciao ,Maurizio
Lunedì, 3 Dicembre, 2007 at 11:17 pm
ciao Giona come vedi son venuta a trovarti, è un piacere leggere i tuoi interventi.
Ti faccio tanti auguri per il tuo blog ciao e a presto
Lunedì, 3 Dicembre, 2007 at 11:19 pm
ops…. mi firmo rugiada
Martedì, 4 Dicembre, 2007 at 9:19 am
Ahi ahi.
Quest’orso ora ha due lettori ai quali certo non può far mancare qualche riga.
Prima di tutto ringrazio Elfo e Rugiada per aver visitato la pagina.
In secondo luogo li avviso -tenete conto però che è inverno ed io sono in letargo-, che cercherò tra un risveglio e l’altro di scrivere qualcosa.
Cosa?
Beh, non chiedetelo a me… sto dormendo.
Lunedì, 10 Dicembre, 2007 at 1:15 am
eccomi ci sono anche io..passata x curiosità sinceramente…ma mi sono fermata..molto interessata…scrivi molto bene.. e ripasso sicuramente a rileggerti…grazie..un abbraccio ^_^
Martedì, 11 Dicembre, 2007 at 10:33 pm
Tu Giona, puoi ritenerti fortunatissimo di non ritrovarti in mezzo a un mare in piena tempesta e di essere in compagnia di persone degne, indi non rischi nemmeno che associandoci, possiamo mai rigettarti chissa’ dove.
Faremo ammenda del tuo articolo sul plagio,parlo anche a nome delle due buon anime che popolano questo blog.
(ragazze mi raccomando,niente copia-incolla).
Quello che fa’ tentennare la penna,non e’ il cadere in frasi scontate o gia’ risentite,ma “l’argomento”.
Io potrei iniziare con uno dei tanti,ma il timoniere della nave sei tu,dacci la dritta e noi in scia seguiremo pacatamente e senza affanni.
Quindi Orso datti una mossa se non vuoi che venga io a stanarti eheh.
Ciao bello, l’elfo ti saluta
Mercoledì, 12 Dicembre, 2007 at 6:36 pm
@ Elfo:
Caro Elfo,
noto con piacere che hai letto la storia di Giona, profeta che più nolente che volente fu inviato da Dio presso Ninive e durante il viaggio fu inghiottito da un pesce (da notare che la Bibbia dice proprio pesce e mai balena… quello è Pinocchio). Giunse a Ninive e inizio a predicare…. Ma mi fermo qui.
E’ la giusta occasione per invitare anche altri a leggere la bella storia di questo personaggio, così da rispolverare il testo della Bibbia che, suo malgrado (essendo voluminosa), finisce il più delle volte a fare da zeppa a qualche tavolo sbilenco.
Riguardo allo scrivere, l’ho gia detto: il mio letargo non è stagionale ma perenne, per cui gli articoli li scriverò di tanto in tanto tra uno sbadiglio e l’altro e lasciami aggiungere anche un “forse” e un “se ne avrò voglia”.
Non pensare che dica questo solo perchè non ho niente da dire…
In effetti è proprio così, non c’è bisogno che tu debba leggere tra le righe, ho detto anche questo proprio al secondo capoverso dell’ articolo a cui si riferisce questo commento.
Adesso, arghh, sbouff, mi fermo qui perchè oltre a non sapere più cosa scrivere mi sta venendo anche sonno.
Sbauff, arghh, ciao e al prossimo risveglio.
Domenica, 16 Dicembre, 2007 at 1:46 pm
San Francesco
Da uno scritto di uno dei suoi discepoli, fra Gaspare da Petrignano.
Conobbi Francesco un giorno, mentre tornavo dal mercato.
Ero disgustato della vita che facevo: che senso ha, mi chiedevo,
litigare una mattinata intera con un farabutto che mi doveva da
un anno certi soldi quando so benissimo che la vita e’ breve e
che prima o poi dovro’ renderne conto al Signore?! Vedo Francesco
e ne resto affascinato. Ha come vestito un sacco di iuta e
siamo in pieno inverno. Mi viene voglia di regalargli uno dei vestiti
che non sono riuscito a vendere alla fiera, ma lui, pur ringraziandomi,
lo rifiuta. Mi spiega che l’unico vestito che gli interessa e’ quello dell’anima.
Allora lo invito a casa mia; mangiamo insieme e resto tutta la notte
a parlare con lui.
Non capisco bene quello che dice ma lo ascolto. Ho l’impressione di
vivere per la prima volta. Il giorno dopo siamo andati nella chiesa di
San Nicola e ci siamo comunicati. Gli chiedo dove abita e lui mi porta in una
chiesetta mezza diroccata chiamata la Porziucola. Senza starci troppo a pensare
decido di vivere anch’io li’, alla Porziucola. Prendo un po’ di paglia e mi
preparo un giaciglio in un angolo. Per coprirmi uso le stoffe che ho con me.
Purtroppo, non sono bravo come Francesco; la mia carne e’ debole, sento freddo.
Oggi ci hanno raggiunto altri tre fratelli; si chiamano Bernardo, Pietro ed Egidio.
Li abbiamo sistemati tutti e tre dietro l’altare. Bernardo era anche lui un mercante.
Pietro invece, fino all’altro giorno faceva il giurista. E’ una persona molto istruita;
ha con se’ tantissimi libri. Egidio, il piu povero e’ un contadino. Non sa ne’ leggere
ne’ scrivere, ma e’ il piu’ bravo di tutti quando si tratta di usare le mani.
Ha chiuso un buco nel soffitto dal quale, ogni volta che pioveva, veniva giu’
uno scroscio d’acqua che allagava tutta la chiesa. Noi seguiamo Francesco, felici
come non lo siamo mai stati nella vita.
Le nostre scelte sono: l’umilta’,la carita’l'obbedienza,la poverta’, la serenita’,
la pazienza, il lavoro e la gioia. Ieri Francesco ha detto a un contadino:
<>. Un giorno, ricordo, lo abbiamo accompagnato a Roma.
Lui voleva incontrare Innocenzo III. Voleva che il Papa gli riconoscesse la Regola,
ma le guardie non ci hanno fatto entrare. Ci hanno preso per guardiani di porci.
Per tre mesi siamo rimasti fuori le porte del Laterano in attesa.Abbiamo dormito
per strada.
Francesco si meravigliava che il papa non ci volesse ricevere. Io no, conosco gli
uomini meglio di lui. A impedirci l’ingresso non erano le nostre idee ma i nostri vestiti.
Ostentare la poverta’,qui a Roma, equivale a dire al Papa:<>.
Poi a forza di insistere, siamo riusciti ad entrare. Pare che proprio quella notte Innocenzo III
abbiavuto un incubo. aveva sognato che la basilica del laterano era stata li li’ per
crollare
quando un uomo piccolo, vestito come Francesco, era intervenuto e, con la sola forza
delle braccia, era riuscito a tenerla in piedi. Il Papa allora lo mando’ a prendere dalle
guardie e accetto’ la regola senza fare la minima obiezione. La cosa piu’ bella che
ho fatto grazie a Francesco e’ stato il presepe. Eravamo a greccio, dalle parti di Rieti,
quando lui ci parlo’ di Betlemme e della nascita di Gesu’ bambino. Era il giorno di
Natale,Francesco ando’ in paese e si fece prestare un bue e un asinello,poi
convinse alcuni paesani a travestirsi da pastori e uno di loro venne con la moglie,
una brava donna. Li nominammo subito, appena si presentarono, Giuseppe e Maria.
Insomma, mettemmo in piedi un presepe vivente. Il bambino ovviamente non c’era,
eppure, roba da non credere, quando scocco’ la mezzanotte, tutti ,ma proprio tutti,
lo vedemmo sgambettare sulla paglia. Impossibile raccontare fino a che punto siamo
stati felici! Francesco dormiva in un grottino cosi’ corto, ma cosi’ corto, che quando
poggiava la testa sulla roccia di fondo restava con buona parte delle gambe all’aperto.
Un giorno l’uomo piu ricco di Greccio, Giovanni Velita, gli volle regalare un cuscino
di piume. Ebbene, fu l’unica notte in cui Francesco non riusci a prendere sonno.
Ancora tre anni e mori’ di stenti [il pomeriggio del 3 ottobre 1226].
*****
Io da questa testimonianza ho dedotto che il buon Francesco predicava; la rinuncia, il credo,l’umilta’ e il vivere di piccole cose, di umili offerte.
In questi giorni mi e’ giunto in piu’ riprese, un volantino riguardante il fermo lavori della costruzione della Casa di riposo per il Clero, presso San Giovanni Rotondo e relative richieste di donazioni per il completamento dell’opera.
I tempi cambiano e forse con essi le esigenze? I ricordi mi riconducono all’infanzia,quando si vedevano per strada Francescani che bussavano alle porte per un boccone di pane. Quest’ ultima nota a mo’ di conclusione, sottolinea che non ho alcuna avversione verso il Clero, Dio me ne’ guardi! E’ solo una pacate riflessione.
Mercoledì, 26 Dicembre, 2007 at 4:59 pm
Ciao Giona, tutto avrei pensato tranne che darti gli auguri su un blog…io credo di sapere chi sei. Ora prova tu ad indovinare da quanti anni ci conosciamo….
Giovedì, 27 Dicembre, 2007 at 11:34 am
@ Memole:
Ciao Memole,
ormai tra SMS, blog e chat è quasi naturale scambiarsi auguri “virtuali”. Il mondo cambia e noi con lui.
Comunque grazie e tanti auguri anche a te.
Per quanto riguarda l’indovinello, andando a naso, dovresti appartenere al gentil sesso, abitare nell’Italia del Nord-Ovest e gelare di freddo per non esserti ancora abituata al clima…
Io avrei qualche idea riguardo a qualcuno dei miei tanti nipoti, ma non ne sono certo
In ogni caso benvenuta e torna a trovarmi quando vuoi.
Giovedì, 27 Dicembre, 2007 at 8:59 pm
A dire il vero, sono ben quattro i nipoti siti a nord ovest…io sono quella più a ovest possibile, a circa 20 km dalla Francia. Sono arrivata al tuo sito per puro caso: mi trovavo su Elfo e lui mi ha indirizzato a te….poi quella foto un pò sbiadita…la voce del sangue….insomma o’ sang è sang!! Ci vediamo a Capodanno.